FARMECONOMIA E PERCORSI TERAPEUTICIPrimo Rapporto OsMed 2011Redazione Farmeconomia e percorsi terapeuticiÈ stato presentato a metà dicembre 2011 il Rapporto OsMed relativo all’uso dei farmaci in Italia nei primi nove mesi del 2011 [1]. I dati forniti dai rapporti OsMed, relativi al consumo di farmaci nella popolazione generale e descritti in termini di spesa, volumi e tipologia, rappresentano un valido indicatore per la valutazione della prevalenza delle patologie nel territorio e il corrispondente uso di farmaci e propongono l’interpretazione dei principali fattori che influenzano la variabilità nella prescrizione. Dal rapporto emerge che la spesa farmaceutica per i farmaci di classe A nel periodo compreso da gennaio a settembre 2011 è stata di circa 9.370 milioni di euro (154,6 euro pro capite), con una riduzione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il numero di ricette, di confezioni e di dosi sono invece aumentati dello 0,6%, 0,8% e 1,2% rispettivamente, con un aumento di 11,2 dosi prescritte ogni mille abitanti (965,4 nel 2011 contro 954,2 nel 2010). In generale è stato evidenziato un lieve aumento della quantità di farmaci prescritti (+1%) e una diminuzione dei prezzi (-5,2%).
CMIAppropriatezza dei test diagnosticiFrancesco Cipollini (1)In campo sanitario il costo di un test diagnostico non deve essere valutato in termini assoluti, bensì in termini relativi di costo-efficacia: un test anche di costo elevato può risultare di buon valore se il beneficio è di gran lunga superiore ai potenziali rischi, così come un test apparentemente economico può risultare dannoso se il beneficio è di gran lunga inferiore ai rischi.
L'editoriale illustra i criteri utilizzati dall’American College of Physicians per razionalizzare e ottimizzare l’uso dei test diagnostici e di screening evitandone un sovrautilizzo o ancor peggio un cattivo utilizzo e riporta le conclusioni più significative del gruppo di studio statunitense.
(1) Centro Studi Fondazione FADOI
PROFILI IN FARMACOECONOMIAEditorialeCarlo de Martinis (1)L’asma bronchiale è una malattia che, anche nelle sue forme più lievi, interferisce pesantemente con la qualità della vita, non solo per la difficoltà respiratoria di base, ma anche per la possibilità di improvvise e imprevedibili crisi di broncospasmo. Si ha la sensazione che si tratti di una malattia piuttosto comune, ma pochi sanno che la sua prevalenza globale è dell’ordine del 6-8 per cento e che in età pediatrica supera addirittura il 10 per cento. Secondo questi dati si tratta della malattia a più alta prevalenza nel mondo occidentale, con una tendenza all’aumento. L’asma bronchiale ha pesanti conseguenze sulla vita lavorativa e sociale in quanto riduce l’aspettativa di vita e presenta un elevato conto economico. Negli anni il bagaglio terapeutico si è arricchito per l’introduzione di nuove classi di farmaci e di nuovi farmaci in ogni classe, il che offre al medico la possibilità di trattamenti articolati e individualizzati. (1) Già Ordinario di Medicina Interna, Università La Sapienza di Roma